In aeroporto.
Arrivo a Malpensa dopo una fitta tela di autobus e metropolitana e treni presi all'alba. In autobus viaggiano persone del jet set lavorativo: muratori, infermieri, custodi, puttane, operatori ecologici. Stranieri, esteuropa, perlopiù. Io solo l'unico italiano. E infatti viaggio per viaggiare. Resta da capire come mai gente dell'esteuropa che durante il comunismo avevano una casa e un lavoro abbastanza comodo abbiano fatto il diavolo a quattro per diventare capitalisti. Forse la pappa pronta annoia? O forse perchè tv e telefonini mostrano Annalisa, la regina del pop che chiama, ehi, garcon....Tranquilli, non vi agitate troppo,vuole uno spritz non un appuntamento.
All'aeroporto non passa nel sagomatore per le rotelle. Uno della Easyjet, enorme, barba da poeta maledetto, da cui t'aspetti una voce tonante, con un timbro alla Farinelli , ti dice, vede signore? Non entrano le rotelle. Lo guardo. Mi guarda. E' una questione di rotelle, dico. Mi guarda. Mi guarda. Va beh, pago la differenza, non vorrei che mi invitasse a cena!
Mi siedo in aereo e mi lamento con i miei vicini della questione del trolley. Una coppia, trentacinque anni. Lui le tiene la mano teneramente. Pagano un mutuo e stanno andando in vacanza a rate! Ma com'è meraviglioso il capitalismo? Mi guardano per dirmi, sì, lo sappiamo, ora è così. E' la stessa frase che direbbero se ci fosse una dittatura. Ora è così! Che ci possiamo fare? Oh, dico, possiamo fare qualcosa, anzichè misurare ste cazzo di borse misuriamo i cazzi! E niente, si capisce che loro sarebbero passati di filata. E non solo perchè come coppia avevano una donna al seguito!
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